Perché i bambini imitano gli adulti (e i bimbi più grandi)?

Ultimo aggiornamento: 27.10.20

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I bambini tendono sempre a imitare gli altri, nel bene e nel male. Scopriamo insieme i motivi principali e anche le responsabilità di chi li circonda.

 

Tanto da parte dei genitori quanto da alcuni specialisti, per molto tempo non si è fatto caso all’attenzione dei bambini verso chi è più grande o anche per i propri coetanei: spesso e volentieri alcuni comportamenti errati venivano assimilati come giusti.

Certo, la morale e l’etica della società cambia, perciò gli atteggiamenti, il modo di parlare, il comportamento di chi viveva agli inizi del secolo scorso sono certamente differenti rispetto quelli di chi è nato agli albori del 2000.

Una cosa però non è mai cambiata: gli occhi e gli sguardi dei più piccoli che studiano e ci osservano senza nessuna critica, copiando gesti, espressioni e anche le attività più semplici oppure i ruoli.

Chiaramente vostro figlio non sarà mai uguale a voi oppure al suo compagno di scuola, ma quello che in psicologia viene chiamato imprinting è comunque un elemento da valutare nella crescita, perché è spesso e volentieri determinante.

Secondo Albert Bandura, noto psicologo dello sviluppo: “L’apprendimento è bidirezionale: noi impariamo dal contesto e il contesto apprende e si modifica grazie alle nostre azioni.”. Ecco il motivo principale per cui i genitori, gli insegnanti, i parenti e in generale gli adulti hanno un ruolo chiave quando si parla di migliorare la nostra società.

Nei prossimi paragrafi di questo articolo vedremo insieme tutto ciò che c’è da sapere su questo fenomeno, quindi anche alcune riflessioni su come diventare dei modelli esemplari per i bambini.

 

Imprinting ed emulazione

L’imprinting è un processo di apprendimento tipico di quasi tutti i vertebrati, effettuato per esposizione a una determinata azione e conseguente emulazione della stessa.

In psicologia è stato studiato che è un’operazione che serve principalmente a creare una memoria stabile, sicura, originata dalle immagini dei genitori o di chi circonda il bambino o il cucciolo di animale.

Tutto questo è chiaramente molto più complesso di come lo stiamo spiegando, ma il concetto di base serve per capire come i più piccoli tendono a imparare tramite emulazione degli adulti e di chi è più grande di loro, perché li considerano affidabili e istintivamente apprendono e conoscono il mondo tramite gli altri.

Quest’ultimo è uno dei motivi più importanti che spinge i bambini a imitare chi li circonda, perché durante i primi anni di vita, l’unico modo per poter sperimentare l’universo che si trovano di fronte è proprio quello di adottare meccanismi già collaudati.

Quando i bambini iniziano a imitare?

Grazie agli studi scientifici e psicologici, oggi sappiamo che l’imitazione o mimica inizia fin da quando si è neonati, perciò anche a un mese di vita, tramite l’emulazione di movimenti facciali e del linguaggio del corpo della mamma e del papà.

Vi sarà senz’altro capitato di vedere un bambino che tira fuori la lingua o che chiude gli occhi semplicemente osservando gli stessi gesti fatti dai suoi genitori, ma soltanto dopo il primo anno di vita questo meccanismo diventa più consapevole e inizia a maturare.

Dopo i 24 mesi, iniziano a capire che il comportamento adottato è intenzionale, perciò imitano anche i fratelli maggiori o le sorelle, ma anche i nonni e tutti quelli che abitano l’ambiente più intimo e famigliare.

Tutto ciò serve per formare quelle basi che abbiamo citato nel paragrafo precedente e che consentono di riconoscere schemi già collaudati per vivere nel mondo.

Per questo motivo possiamo dire che i bambini imitano gli altri anche per sentirsi parte di un gruppo sociale, per costruire quel sistema atavico di benessere basato sulla comunità.

 

Monitorare e osservare le attività dei più piccoli

Grazie a uno studio condotto dall’Università di Yale, siamo a conoscenza che durante i primi cinque anni di vita, i bambini tendono a emulare per mimetica, quindi senza un vero e proprio senso critico.

Ciò significa che non riescono a dedurre se ciò che stanno facendo è giusto o sbagliato, se va fatto oppure se è invece da evitare: per questo motivo, dato l’incremento dei contatti sociali con l’avvento di Internet, è bene monitorare e osservare ciò che fanno i nostri figli.

In questo modo, se acquisisce un tipo di linguaggio poco corretto oppure un atteggiamento che reputate sia incoerente con il vostro tipo di insegnamento in qualità di genitori ed educatori, potrete agire prima che il bambino assorba completamente queste modalità.

I più piccoli, infatti, tendono a scegliere di copiare i propri coetanei, perché i neuroni specchio del nostro sistema nervoso si attivano quando abbiamo di fronte qualcuno con caratteristiche simili alle nostre.

D’altro canto, se vogliono imparare qualcosa di nuovo allora si affidano a un adulto, come suggerito dalla teoria della zona di sviluppo prossimale promossa dal pedagogista russo Lev Semënovič Vygotskij.

 

Essere un esempio positivo e costruttivo

Quando si diventa genitori bisogna prendere coscienza che la vita, d’ora in avanti, sarà diversa: si conoscerà un amore per un altro essere umano completamente sconosciuto, perché più viscerale.

Per questa ragione è fondamentale diventare degli esempi positivi per i propri bambini, affinché crescano e diventino adulti rispettosi, educati e che riescano a cambiare in meglio il mondo e la società.

Qualche spunto per iniziare può essere ritrovare la sicurezza in se stessi, mostrando anche ai più piccoli che vivono in casa con noi che non esiste la perfezione, ma solo un benessere individuale.

Cercate anche di trasmettere valori essenziali e comportamenti idonei a vivere in una società così eterogenea come la nostra, evitando di dire parolacce, anche quando la stanchezza a fine giornata diventa disarmante.

I giocattoli migliori per conoscere il mondo

Un altro modo con cui i bambini iniziano a conoscere meglio il mondo è anche l’intrattenimento con i giocattoli.

Evitate di abituarli fin da subito a Internet o all’utilizzo di tablet, smartphone e altri dispositivi che potrebbero sia danneggiare la vista, sia modificare la loro soglia di attenzione aumentando l’estraniazione da ciò che li circonda.

Se proprio non avete un ampio budget a disposizione, potreste optare per l’acquisto di una Barbie economica, oppure di semplici giocattoli più vintage ma sempre validi, cioè che fanno divertire pur non essendo tecnologici.

 

 

 

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