20 giochi di una volta da proporre ai bambini

Ultimo aggiornamento: 19.09.21

 

Che si tratti di far divertire i propri figli o di riuscire a intrattenere un gruppetto di bimbi che possono giocare insieme, i giochi di una volta hanno una marcia in più

 

I giochi di una volta hanno il pregio di essere tutti di facile esecuzione e di non richiedere molto di più del proprio corpo e la propria vitalità per essere realizzati. Anche quando si impiegano degli oggetti al di là del potenziale delle proprie mani o delle gambe, si tratta di soluzioni semplici e spesso facili da realizzare con materiali di scarto.

Del resto, un tempo si giocava diversamente e l’intrattenimento ludico non aveva quasi mai anche l’intento didattico. Oggi invece, molti giochi sono strutturati per offrire anche un pretesto per apprendere in maniera indiretta e più empirica concetti più vicini alla scienza o alla capacità relazionale. Un tempo non si studiava il coding già alla scuola dell’infanzia, ma si giocava a campana, dove il lancio dei sassi non determinava il percorso del robot ma dei propri passi.

 

1. La trottola

La trottola è uno tra i giochi più antichi e più diffusi nelle varie culture e tradizioni mondiali. Spesso realizzato con uno strumento di legno a punta e caricato con un laccetto, è realizzato in forme diverse a seconda della cultura popolare di appartenenza.

 

2. Lo yo-yo

Abilità, concentrazione e un pizzico di arte e talento, servono per dominare il delicato equilibrio dello yo-yo. È uno dei giocattoli più divertenti di sempre, si realizza con pochi strumenti, ma quelli calibrati che bilanciano bene il proprio peso durante la corsa verso il basso e lo slancio verso l’alto, sono i più accattivanti.

3. La morra cinese

Servono solo le proprie mani per giocare a morra cinese. Carta, forbice e sasso si rappresentano rispettivamente con la mano aperta; le due dita, indice e medio, aperte come una forbice, appunto; il pugno chiuso. È il gioco per bambini più comune e più divertente. Si recita una breve filastrocca in tre tempi: “carta-forbice-sasso”; oppure “bim, bum, bam”. Solo alla fine si rivela l’arma che si vuole scagliare contro l’avversario. La regola è facile e intuitiva: carta batte sasso, forbice batte carta, sasso batte forbice.

 

4. Pari o dispari

Ancora le manine e ancora un gioco in cui sventolare i pugni fino a rivelare la propria strategia d’attacco. Ci si affronta scegliendo da zero a cinque dita della propria mano, dopo aver scelto se schierarsi col fronte “pari” o con il fronte del “dispari”. I più grandicelli iniziano presto a barare quando scoprono la regola per cui la somma tra due numeri dispari è sempre pari, aumentando del 50% le possibilità di vincere decidendosi per questo fronte. Tra i giochi antichi, questo ha anche il ruolo di determinare un vincitore in una conta per decidere a chi tocca fare o non fare qualcosa.

 

5. Il ripiglino

Tra i giochi popolari, questo che comincia a patire il rischio di estinzione è anche tra i più intriganti. Consiste nel comporre delle forme usando un laccetto annodato in cerchio intrecciandolo le proprie mani e quelle del compagno di gioco. A seconda dell’abilità dei giocatori è possibile creare delle forme via via più complesse che si ottengono intrecciando i capi del filo senza attorcigliarli.

6. Giochi con le figurine

Tra i giochi vecchi che ricordano bene i genitori delle attuali generazioni di bambini ci sono quelli con le figurine. Mazzetti pantagruelici di doppioni venivano usati, scambiati e resi oggetto di sfide mozzafiato. Le più divertenti? Far ribaltare un mazzetto di doppioni semplicemente sbattendo forte la mano di fianco. L’onda d’urto provocata e un sapiente arrotondamento dei bordi delle figurine rendeva facile far rivoltare i mazzi. I più bravi si aggiudicavano i doppioni degli avversari in numero sempre crescente grazie alla maestria con cui calibravano l’entità dell’onda d’urto necessaria.

 

7. Nomi cose città

Uno dei giochi da fare in gruppo seduti che piace ai bimbi della primaria è di certo questa versione base di Scrabble. Qui invece di sette lettere se ne sorteggia una sola da usare come iniziale di nomi, cose, città. E nelle tante varianti che si possono praticare, si possono aggiungere anche categorie meno generiche e più specifiche, come gli animali, o più vicine agli interessi del gruppo.  

 

8. La cerbottana

La degna fine di ogni penna Bic che si rispetti è di essere trasformata in una cerbottana. Svuotata dell’anima inservibile una volta esaurito l’inchiostro (ma spesso anche prima), la penna viene riempita di piccoli proiettili ricavati a misura da un foglio di carta. Da sparare rigorosamente mentre non si è visti dall’obiettivo.

9. La fionda

I nonni guardavano agli elementi della natura come possibili fonti per l’autoproduzione dei propri giocattoli. La fionda perfetta, per esempio, si ricava dalle biforcazioni dei rami degli alberi. Tagliandoli nei punti giusti è possibile contare su una struttura solida e indistruttibile a cui montare la banda elastica che fa da catapulta per i proiettili a misura.

 

10. Nascondino

Il gioco in cui ci si nasconde per eccellenza. Difficile resistere al suo fascino anche quando si è estremamente piccoli e si pensa di diventare invisibili semplicemente tappandosi gli occhi. Le regole del gioco sono semplici ma ferree: chi conta deve essere bravo a stanare gli avversari nascosti e deve anche essere il più veloce a tornare alla base dove si è fatta la conta. Chi è stato scoperto, infatti, si può salvare solo se riesce a fare Stacca per primo. L’eroe del gioco? L’ultimo giocatore che riscatta i propri compagni catturati facendo Libera per tutti.

 

11. Acqua fuoco

Tra i giochi per ragazzi all’aperto c’è la ricerca di oggetti nascosti. Gli indizi per trovare il proprio obiettivo sono solo acqua e fuoco. La prima avvisa di essere ancora molto distanti dal risultato, il secondo avvisa invece di esserne vicino. Ampio spazio alla creatività dei bambini nell’ideazione di graduazione dell’unità di misura, con sofisticati indizi come: “oceano”, “alto mare” oppure “fuochino”, “lava!”.

12. Campana

È l’essenza stessa dei giochi di un tempo passato. Consiste nel disegnare a terra uno schema da seguire con i saltelli su un piede solo seguendo una progressione numerica. Così ci saranno versioni fino a dieci caselle, o fino a sette nella variante nota come Settimana. Un sassolino si lancia fino alla casella da raggiungere per ogni giro. L’abilità sta tutta nel lanciare il sasso nella casella corretta e saltellarvi dentro senza toccare i bordi per non essere penalizzati.

 

13. Mosca cieca

Un giocatore bendato deve riuscire ad acchiappare i compagni che guizzano da tutte le parti cercando di non essere catturati. È uno dei giochi tradizionali più divertenti perché limita uno dei sensi dei partecipanti e questo riempie di eccitazione i piccoli che comprendono il potenziale avventuroso della faccenda.

È bene fare questo gioco all’aperto solo se si è sicuri che chi impersona la mosca non troverà degli ostacoli lungo il proprio cammino. Altrimenti si gioca bene anche in ambienti chiusi ma sgombri. È uno dei giochi che gli animatori di feste tirano fuori dal cappello per scaldare gli animi alle feste.

 

14. Guardia e ladri

Per i bambini la corsa rappresenta un’ottima forma di espressione fisica del proprio entusiasmo e l’esuberanza. Non si stancano mai, soprattutto perché questa è la loro natura. Hanno bisogno di muoversi e di farlo in maniera libera e allegra. Con i giochi all’aperto di una volta si possono trovare degli spunti interessanti da suggerire per lasciare poi che i piccoli gestiscano da soli i movimenti e le azioni da compiere.

Il gioco di Guardia e ladri è una variante più romanzata del più rudimentale Acchiapparella. Si può decidere se creare dei gruppi a cui dare il ruolo di guardie o se lasciare che sia uno solo a dover acchiappare tutti i ladri.

15. Strega comanda colore

Altro grande successo contemporaneo tra i giochi d’una volta dei nonni è Strega comanda colore. Chi fa la strega deve chiamare un colore, quindi gli altri giocatori devono trovare questo colore tra gli oggetti presenti nell’ambiente in cui si trovano. Si può giocare al chiuso o all’aperto, ma in questo caso è bene limitare lo spazio utile alla ricerca per evitare di far allontanare troppo qualche bambino. La strega nel frattempo può cercare di acchiappare chi si attarda nel trovare il colore da lei menzionato.

Fa il paio con Regina Reginella, alla quale si chiede quanti passi fare per raggiungere il castello. Di rimando, il giocatore che interpreta la regina risponderà con un numero di passi e l’animale corrispondente. Considerato che il leone fa grandi passi, la formica piccolissimi e il granchio torna indietro, si potrà misurare il tasso di perfidia dei piccoli giocatori.

 

16. Palla avvelenata

Altro esempio di come si organizza una festa scalmanata è tirare fuori dal cilindro dei giochi antichi dei nonni la Palla avvelenata. Gioco apprezzato tanto anche dagli insegnanti di educazione fisica dei ragazzini più giovani, permette di sviluppare un’attenta coordinazione dei movimenti mentre si fa di tutto per sfuggire alla furia della palla e dei compagni di gioco che cercano di evitarla. I giocatori si dispongono in cerchio, una metà di questi dovrà passarsi la palla da lanciare all’interno del cerchio. L’altra metà che si trova all’interno, invece, dovrà cercare di evitare di farsi prendere dalla palla avvelenata.

 

17. L’elastico

Anche questo è un gioco che aiuta molto a sviluppare la coordinazione dei movimenti e la concentrazione necessaria per eseguire la complessa serie di movimenti. È importante proporre questo gioco a bambini che siano in grado di tenersi bene in equilibrio e che siano già abituati all’esercizio fisico. Il bello dei giochi del passato è di dare per scontato che i più piccoli siano in grado di muoversi liberamente. Ma è bene ricordare che molti dei bimbi dei nostri tempi soffrono gli effetti della sedentarietà e la mancanza di movimento così come succede agli adulti.

Per giocare si avvolgono due fermi con una fascia elastica parecchio lunga. Una serie di saltelli dentro e fuori dal cerchio di elastico così creato, permette di eseguire delle figure via via più complesse ma stimolanti e molto belle alla vista.

18. La corda

Tra i giochi con una storia alle spalle, la corda ha il suo perché. Il suo salto si può associare alla recita di filastrocche, oppure si può fare da soli o in tre, con due giocatori che la fanno oscillare mentre un altro salta in centro. I più bravi possono persino far saltellare più bambini contemporaneamente con una corda molto lunga. Si tratta di un gioco che richiede una grande abilità di coordinamento motorio e che rappresenta una sfida divertente anche quando giocata in solitario.

 

19. Un, due, tre, Stella!

Gioco buffo e pieno di penalità permette di passare del tempo spensierato giocando insieme adulti e bambini. I giocatori si dispongono tutti in fila al nastro di partenza, ognuno avanza verso il giocatore che si trova all’estremità opposta del percorso. Per progredire verso la meta i giocatori devono muoversi mentre l’altro è di spalle e declama: “un, due, tre Stella!”. Quindi sull’ultima sillaba il controllore si volta per controllare che nessuno dei giocatori intenti ad avanzare si stia muovendo. Tra i giochi di un tempo questo è quello che può durare più a lungo se i piccoli si appassionano. Ogni penalità impone di retrocedere di un passo perdendo il terreno conquistato.

 

20. Il gioco delle sedie

I giovani ballerini hanno a disposizione delle sedie su cui sedersi ogni volta che si interrompe la musica. Peccato che in sala ci sia una sedia in meno e chi non fa in tempo a trovare posto viene squalificato.

 

 

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